Come si compila il calcolatore
Cinque campi, nell’ordine in cui li trovi nel modulo:
- Cognome e nome come sono scritti sul documento. Spazi, apostrofi e trattini vanno bene (D’Amico, De Luca, Anna-Maria): il calcolo li ignora da solo. Se hai due nomi, scrivili entrambi.
- Sesso: M o F. Cambia il giorno nel codice, quindi anche l’ultima lettera.
- Data di nascita completa, giorno compreso.
- Comune di nascita: comincia a scrivere e scegli dall’elenco. Accanto al nome compare il codice catastale; i comuni che non esistono più sono indicati con l’anno fino al quale sono rimasti in vigore.
- Premi Calcola. Il codice appare diviso in sette parti colorate, con i pulsanti per copiarlo o stamparlo.
Un consiglio pratico: se il risultato non coincide con il codice della tua tessera, il primo sospettato è quasi sempre il comune. Chi nasce in ospedale in una città vicina ha il codice di quella città, non del paese dove la famiglia viveva.
Giulia Esposito, nata a Napoli: il calcolo completo
Giulia è nata a Napoli il 9 novembre 1994. Ecco come si arriva al suo codice, un pezzo alla volta.
- Cognome Esposito → SPS. Si prendono le consonanti nell’ordine: S, P, S, T. Bastano le prime tre.
- Nome Giulia → GLI. Le consonanti sono solo due (G, L), quindi si aggiunge la prima vocale, I.
- Anno 1994 → 94. Restano le ultime due cifre.
- Novembre → S. Ogni mese ha una lettera fissa: gennaio è A, novembre è S.
- Giorno 9, donna → 49. Per le donne il giorno si somma a 40.
- Napoli → F839, il codice catastale del comune.
- Lettera di controllo → L. I quindici caratteri SPSGLI94S49F839 convertiti in numeri danno 122 nelle posizioni dispari e 45 in quelle pari: 167 in tutto. Diviso 26 fa 6 con resto 11, e all’11 corrisponde la L.
Risultato: SPSGLI94S49F839L. È lo stesso che restituisce il calcolatore se inserisci i suoi dati. Le tabelle dei valori, mese per mese e carattere per carattere, sono nella guida al calcolo del codice fiscale.
Comune di nascita: quale codice va nel calcolo
Le posizioni dalla 12 alla 15 contengono il codice catastale del comune di nascita, chiamato anche codice Belfiore: una lettera e tre cifre, come H501 per Roma o L219 per Torino. Il comune di residenza non c’entra.
I comuni cambiano più di quanto si pensi. Dal 2017 Abetone e Cutigliano formano Abetone Cutigliano (M376), ma chi è nato ad Abetone nel 1990 ha nel codice A012, il codice del comune di allora: per questo l’elenco del calcolatore comprende anche i comuni soppressi, con l’anno in cui sono stati chiusi.
Un caso a parte riguarda chi è nato a Pola, Fiume, Zara e negli altri comuni ceduti dopo la guerra. La legge 54 del 1989 stabilisce che nei documenti compaia il nome italiano del comune, senza riferimento allo Stato attuale: nell’elenco li trovi con il loro codice italiano (Pola G778, Fiume D620, Zara M149).
Se sei nato fuori dall’Italia, il comune viene sostituito dal codice dello Stato, che inizia sempre per Z: usa il calcolo del codice fiscale per nati all’estero.
Casi che mandano in confusione
Due nomi. Si considerano insieme, come una parola sola. Maria Grazia ha cinque consonanti (M, R, G, R, Z) e si prendono la prima, la terza e la quarta: MGR.
Cognome o nome molto corto. Se le lettere non bastano si aggiunge X. Ugo Re diventa REX GUO.
Particelle e apostrofi. De Luca si legge DELUCA e dà DLC; D’Amico dà DMC.
Lettere straniere. J, K, W, X e Y valgono come consonanti; le vocali accentate contano come vocali normali.
Donne sposate. In Italia il codice si calcola sempre con il cognome di nascita: il matrimonio non lo cambia.
Figli con doppio cognome. Il cognome si legge per intero, così com’è registrato all’anagrafe: Sofia Rossi Bianchi, nata a Milano il 12 marzo 2023, ha il codice RSSSFO23C52F205Z.
Stampa e codice a barre
Il pulsante Stampa produce un foglio con il codice in grande e lo stesso codice in formato Code 39, il tipo di codice a barre letto dalla maggior parte degli scanner da ufficio. È comodo da tenere nel portafoglio o da allegare a un modulo interno, ma non ha valore di documento: quello ufficiale resta la tessera sanitaria o il tesserino dell’Agenzia delle Entrate.
Quando conviene controllare il codice ufficiale
Il calcolatore riproduce la regola, mentre il codice vero lo assegna l’Agenzia delle Entrate. Prima di usarlo in una pratica importante vale la pena confrontarlo con il documento in questi casi:
- omocodia: se un’altra persona aveva già lo stesso codice, al tuo alcune cifre sono state sostituite da lettere;
- errori di registrazione: una data o un comune trascritti male all’epoca restano nel codice ufficiale;
- nascita in un comune poi unito ad altri, quando non sei sicuro di quale codice fosse in vigore.
Il controllo si fa con il servizio gratuito di verifica del codice fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Per leggere un codice che hai già sotto mano c’è anche il nostro calcolo inverso, che controlla la lettera finale e riconosce l’omocodia.